Decreto Requisiti Minimi 2025: guida alle principali novità

Decreto requisiti minimi 2025. Novità per l'edilizia
Decreto Requisiti Minimi 2025: novità sulle prestazioni energetiche. Impatto su involucro, impianti, APE e ricarica veicoli elettrici, scadenze e obblighi.

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Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha pubblicato un nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025 che aggiorna l’impianto normativo italiano sul calcolo e i requisiti delle prestazioni energetiche degli edifici. Il provvedimento sostituisce integralmente il precedente DM 26 giugno 2015 e contiene criteri tecnici modernizzati, orientati all’efficienza energetica e alla sostenibilità in linea con le direttive europee.

Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025 e diventerà operativo dal 3 giugno 2026, trascorsi i 180 giorni dalla pubblicazione previsti per l’entrata in vigore.

Obiettivi della riforma normativa relativa al Decreto Requisiti minimi 2025.

Il nuovo decreto risponde all’esigenza di:

  • Armonizzare la normativa nazionale con gli obiettivi delle direttive europee come la EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), orientate verso edifici a emissioni quasi nulle (nZEB).

  • Aggiornare le metodologie di calcolo della prestazione energetica e introdurre criteri più coerenti e applicabili anche nelle verifiche progettuali.

  • Favorire la decarbonizzazione e l’efficienza del patrimonio edilizio, con particolare attenzione a ristrutturazioni e nuove realizzazioni.

Metodologie di calcolo aggiornate.

Una delle novità più importanti del Decreto requisiti minimi 2025 riguarda l’aggiornamento delle metodologie di calcolo della prestazione energetica basato sul fabbisogno reale di energia primaria. Il decreto infatti:

  • Introduce un modello di edificio di riferimento che considera anche i ponti termici nei calcoli, rendendo le verifiche più realistiche.

  • Aggiorna i criteri per la trasmittanza termica e il parametro H’t, con valori limite diversificati per tipo di intervento e zona climatica.

  • Distingue i fabbisogni energetici per servizio (riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, ACS e – negli edifici non residenziali – illuminazione e trasporto verticale).

Questo approccio più puntuale punta a valorizzare non solo il contenimento dei consumi, ma anche il bilancio energetico globale dell’edificio, premiando interventi che integrano produzione da fonti rinnovabili.

Involucro e impianti: gli obblighi previsti dal Decreto requisiti minimi 2025.

Il nuovo decreto rafforza le prescrizioni tecniche per involucro e impianti:

  • L’involucro edilizio deve ora rispettare criteri più stringenti di isolamento e trasmittanza, con particolare attenzione alle discontinuità termiche (ponti termici).

  • Negli edifici non residenziali con impianti importanti è previsto l’obbligo di sistemi di automazione e controllo di classe B per ottimizzare i consumi e la gestione energetica.

Effetti su APE e verifiche ex Legge 10.

Decreto requisiti minimi 2025 regole ape e progettazione edifici

L’aggiornamento metodologico ha impatti concreti anche su:

  • Attestati di Prestazione Energetica (APE), che potrebbero variare classe in base ai nuovi criteri di calcolo più realistici.

  • Verifiche ai sensi della Legge 10/91, poiché la nuova definizione di edificio di riferimento rende più rigoroso il confronto tra progetto reale e target normativo.

Professionisti e progettisti dovranno aggiornare le loro metodologie di calcolo per rispettare questi nuovi parametri e garantire la conformità normativa nei progetti.

Mobilità elettrica e infrastrutture.

Una novità significativa introdotta dal Decreto requisiti minimi 2025 riguarda l’introduzione di requisiti per le infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici: il decreto, infatti, definisce criteri specifici per installare punti di ricarica negli edifici residenziali e non residenziali in fase di nuova costruzione o ristrutturazione.

Questa misura rispecchia la crescente importanza della mobilità elettrica nel contesto della transizione energetica nazionale. simacsolar.com

Comfort ambientale, sicurezza e riqualificazioni.

Oltre alla prestazione energetica, il decreto amplia le verifiche su:

  • Benessere termo-igrometrico degli ambienti.

  • Sicurezza antincendio e resilienza sismica nei nuovi edifici e nelle ristrutturazioni importanti.

  • Criteri per ampliamenti e variazioni d’uso, chiarendo quando un intervento è assimilabile a nuova costruzione.

Questo approccio integrato sottolinea come la prestazione energetica sia ormai un elemento chiave non solo per i consumi, ma anche per la qualità complessiva dell’edificio.

Conclusioni.

Il Decreto Requisiti Minimi 2025 rappresenta un passaggio cruciale per la normativa italiana sull’efficienza energetica degli edifici. Con criteri di calcolo aggiornati, requisiti tecnici più rigorosi e nuove prescrizioni per impianti e mobilità elettrica, il provvedimento mira a creare un quadro normativo moderno, coerente con gli standard europei e con gli obiettivi di decarbonizzazione.

Per i professionisti del settore e per chi pianifica interventi di costruzione o riqualificazione, comprendere queste novità è fondamentale per garantire compliance normativa, ottimizzazione energetica e maggiore valore degli immobili nel medio-lungo termine.

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