Peak Shaving: cos’è e come le aziende possono abbattere i costi energetici

Peak shaving: come abbattere i picchi di consumo energetico in azienda
Cos'è il peak shaving, perché i picchi di consumo fanno aumentare la bolletta energetica e quali soluzioni aiutano industria e GDO a risparmiare.

Condividi questo articolo!

Ogni mese, molte aziende pagano in bolletta più di quanto dovrebbero non per colpa dei consumi reali, ma per via di pochi minuti di assorbimento eccessivo. È il problema dei picchi di consumo energetico, e la strategia per combatterli ha un nome preciso: peak shaving.

In questo articolo spieghiamo cosa significa, perché incide così tanto sui costi e quali soluzioni concrete esistono per le imprese italiane.

Cos’è un picco di consumo energetico?

Un picco di consumo o demand peak si verifica quando un’azienda assorbe dalla rete elettrica una quantità di potenza molto superiore alla media, concentrata in un arco di tempo molto breve. Può succedere all’avvio simultaneo di più macchinari, durante fasi di produzione ad alta intensità o in certi momenti della giornata in cui i carichi si sommano tra loro.

Tecnicamente, il problema non riguarda quanta energia viene consumata in totale, ma quanta potenza viene richiesta in un singolo istante. La distinzione è importante: l’energia si misura in kilowattora (kWh), la potenza in kilowatt (kW). Un picco breve ma intenso può fare poca differenza sul consumo complessivo, ma incidere pesantemente sulla bolletta.

Perché i picchi fanno aumentare la bolletta?

La tariffa elettrica delle utenze industriali e commerciali non si basa solo sull’energia consumata. Include anche una componente di potenza, legata alla potenza massima prelevata in un dato periodo (di solito misurata ogni 15 minuti, sul quarto d’ora di punta).

In pratica, il distributore registra il picco più alto raggiunto nel mese e calcola una parte dei costi proprio su quel valore. Questo meccanismo fa sì che un’azienda che in 15 minuti assorbe 500 kW anche se per tutto il resto del mese ne usa 150 venga penalizzata come se quei 500 kW fossero la sua condizione normale.

A questo si aggiunge il rischio di superare la potenza contrattuale, che comporta penali aggiuntive. Il risultato è che una gestione poco efficiente dei picchi può tradursi in migliaia di euro di extracosti ogni anno, spesso senza che l’azienda ne sia pienamente consapevole.

Le soluzioni: come fare peak shaving in azienda.

Esistono due approcci principali, che possono essere usati singolarmente o in combinazione tra loro.

1. Sistemi di accumulo energetico (batterie).

Peak shaving: batterie di accumulo per abbattere i picchi di consumo energetico in azienda

La soluzione più efficace e sempre più accessibile è l’installazione di un sistema di accumulo a batterie (BESS, Battery Energy Storage System). Il funzionamento è semplice nella logica: la batteria si carica quando i consumi sono bassi e la corrente costa meno, poi eroga energia durante i picchi, evitando che l’azienda li scarichi sulla rete.

Il sistema è governato da un algoritmo di controllo che monitora in tempo reale la potenza assorbita e interviene automaticamente prima che venga superata la soglia critica. Nessuna interruzione della produzione, nessuna azione manuale richiesta.

I vantaggi sono duplici: da un lato si abbassa la potenza di picco registrata in bolletta, dall’altro, se integrato con un impianto fotovoltaico, si può sfruttare l’energia autoprodotta anche nelle ore in cui il sole non splende.

2. Gestione intelligente dei carichi (load management).

Il secondo approccio agisce sulle modalità operative dell’impianto, senza necessariamente aggiungere nuovi dispositivi. Attraverso un sistema di energy management (EMS o SCADA), è possibile:

  • scaglionare l’accensione di macchinari e impianti per evitare avvii simultanei;
  • spostare lavorazioni energivore nelle fasce orarie a minor costo;
  • interrompere temporaneamente carichi non critici (come climatizzatori o compressori) nei momenti di picco;
  • impostare soglie di allerta che avvisano il personale prima che si superi la potenza contrattuale.

Questa strategia richiede una buona analisi preliminare dei profili di consumo e, idealmente, un sistema di monitoraggio continuo. Ma può generare risparmi significativi anche senza investimenti in hardware aggiuntivo.

Per quali aziende conviene il peak shaving?

Il peak shaving è vantaggioso per qualsiasi realtà che abbia consumi discontinui e picchi di potenza ricorrenti. In particolare, le categorie che ne beneficiano maggiormente sono:

Industria manifatturiera: dove avvii di motori, presse, forni e linee di produzione generano picchi improvvisi e frequenti.

Grande Distribuzione Organizzata (GDO): supermercati e centri commerciali con impianti di refrigerazione, illuminazione e condizionamento che lavorano in parallelo.

Logistica e magazzini automatizzati: con movimentatori, transpallet elettrici e sistemi di conveyor ad alto assorbimento.

Ospedali e strutture sanitarie: dove la continuità operativa è critica e i picchi sono legati all’attivazione di apparecchiature diagnostiche o sale operatorie.

Alberghi e strutture ricettive: con picchi concentrati in certi momenti della giornata (colazioni, check-in, pulizie).

In generale, la soglia di convenienza si abbassa man mano che la potenza contrattuale aumenta: già da 100–150 kW, un sistema di peak shaving ben dimensionato può ripagare l’investimento in pochi anni.

Un caso d’uso reale: l’azienda che ha tagliato la bolletta del 22%.

Un’impresa del settore metalmeccanico con uno stabilimento da circa 800 kW di potenza contrattuale si rivolgeva ogni anno a Inwega per l’analisi dei costi energetici. Dall’analisi dei dati di consumo era emerso che, in media, la potenza di picco registrata mensilmente era di circa 680 kW ma si concentrava in soli tre o quattro quarti d’ora al giorno, legati all’avvio della linea di produzione mattutina.

La soluzione di peak shaving proposta ha combinato un sistema di accumulo da 150 kWh con una logica di controllo integrata nel SCADA esistente, che scaglionava l’avvio sequenziale dei macchinari principali. Il risultato: la potenza di picco fatturata è scesa a meno di 480 kW, con una riduzione del 22% sulla componente potenza in bolletta e un ritorno dell’investimento stimato in 3,5 anni, accelerato ulteriormente dagli incentivi disponibili per i sistemi di accumulo abbinati al fotovoltaico.

Come possiamo aiutarti.

Ogni impianto è diverso, ogni profilo di consumo racconta una storia. Prima di scegliere una soluzione di peak shaving, è fondamentale capire dove e quando si generano i tuoi picchi, quanto costano realmente e quale intervento è più adatto alla tua realtà.

I nostri consulenti energetici affiancano le aziende in ogni fase: dall’analisi dei dati di consumo alla progettazione del sistema, fino all’accompagnamento nelle pratiche di incentivazione e nel monitoraggio post-installazione.

Contattaci per una consulenza e scopri in quanto tempo potresti recuperare l’investimento riducendo i picchi in bolletta. Compila il modulo qui sotto o scrivi a info@inwega.it!

Chiedi un consiglio
ai Consulenti Inwega

Scrivi compilando il form oppure chiama

+39 035.0510004

Articoli correlati

Richiedi

un check-up gratuito

Inserisci i tuoi dati e richiedi una valutazione sullo stato di conformità alle norme vigenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Richiedi

un check-up gratuito

Inserisci i tuoi dati e richiedi una valutazione sullo stato di conformità alle norme vigenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Chiedi un consiglio

al tuo consulente Inwega

Richiedi

l'Analisi delle Tariffe di Luce e Gas

Inserisci i tuoi dati e carica le tue fatture per ricevere l’analisi richiesta.