Caso studio scuola: -38% costi energia con Inwega

corridoio scolastico con illuminazione LED moderna: risparmio energetico istituto paritario caso studio Inwega
Una scuola con 600 alunni spendeva 62.000 €/anno di energia. Dopo l'analisi Inwega: 38.400 €, - 38% con rinegoziazione contratti, LED e programmazione riscaldamento.

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Dati chiave del progetto

62.000 € 600 alunni -38% -23.600 €
spesa energetica annua pre-intervento istituto comprensivo 3 ordini risparmio ottenuto risparmio annuo

A luglio la scuola è chiusa. I corridori sono vuoti, le aule buie, la palestra sprangata. Eppure la bolletta del gas arriva lo stesso: quasi identica a quella di ottobre, quando l’edificio è pieno di bambini.

Questo è il paradosso che ha spinto il direttore amministrativo di un istituto scolastico paritario in un comune prealpino lombardo a contattarci. La scuola spendeva 62.000 euro l’anno di energia, con un profilo di utilizzo reale che copriva forse 200 giorni su 365. I contratti, gli impianti e la gestione erano pensati per un edificio sempre acceso.

In dodici mesi, con quattro interventi precisi, la spesa è scesa a 38.400 euro. 23.600 euro in meno ogni anno, senza modificare un’ora di lezione.

La situazione di partenza: il paradosso della bolletta estiva.

Una scuola consuma energia in modo molto discontinuo: intensamente nei mesi freddi durante le ore di lezione, quasi nulla la sera, il weekend e d’estate. Eppure la bolletta gas di questo istituto lombardo era quasi piatta tutto l’anno. Un segnale inequivocabile che qualcosa non andava nella gestione dell’impianto termico.

L’istituto ha tre ordini scolastici (infanzia, primaria e secondaria di primo grado), circa 600 alunni e 45 dipendenti tra docenti e personale ATA, distribuiti in un edificio degli anni ’80 su tre piani di 4.800 mq con palestra e mensa. Zona climatica F, area prealpina lombarda, oltre 3.000 gradi-giorno: stagione di riscaldamento molto lunga, inverni rigidi, e soprattutto notti estive che scendono regolarmente sotto i 10-12°C anche a luglio e agosto. Operatività reale: lunedì-venerdì 7:30-17:30, sabato mattina per alcuni corsi, chiuso luglio e agosto.

Distribuzione spesa gas (65% del totale, 40.300 €): riscaldamento di aule, corridori, palestra e spazi comuni. La mensa è esternalizzata: nessun utilizzo di gas per la cucina.

Distribuzione spesa elettricità (35% del totale, 21.700 €): illuminazione aule 44%, palestra 28%, mensa e cucina 14%, uffici e segreteria 14%.

L’anomalia estiva: analizzando le bollette mensili, luglio e agosto mostravano un consumo gas di circa 2.800-3.100 Smc ciascuno, quasi il 15% del consumo annuo. La scuola era chiusa. In zona prealpina, a differenza della pianura, le notti estive scendono regolarmente sotto i 10-12°C: la caldaia in modalità “antigelo” non è un’anomalia di per sé. Il problema era la soglia: impostata a 16°C invece dei 6-8°C corretti per una reale modalità antigelo, la caldaia si accendeva quasi ogni notte estiva e portava l’intero edificio a temperature da mezza stagione, quando sarebbe bastato proteggere gli impianti dal gelo.

Il contratto gas: prezzo fisso 1,41 €/Smc, firmato nel 2022 e mai rinegoziato. Il prezzo di mercato al momento dell’analisi era 0,92-1,02 €/Smc. Su 38.000 Smc annui, la differenza valeva circa 14.000 euro l’anno solo sulla materia prima.

La palestra: 12 proiettori a vapori di mercurio da 400W, accesi mediamente 4 ore al giorno per 200 giorni l’anno. Consumavano quasi 40% del totale di elettricità del plesso. E, dettaglio non trascurabile, erano vietati dalla normativa UE dal 2021 (Reg. 2019/2020): la loro sostituzione era un obbligo prima ancora che un’opportunità.

Per capire come si leggono queste anomalie in una bolletta: come leggere la bolletta della luce voce per voce.

Il grafico che nessun preside aveva mai visto.

Prima di descrivere gli interventi, vale la pena mostrare il visual che ha reso tutto immediatamente chiaro al direttore amministrativo: il consumo mensile di gas sovrapposto al calendario scolastico.

grafico a barre consumo gas mensile scuola prealpina lombarda: luglio e agosto con scuola chiusa mostrano consumi simili a ottobre

Quando il direttore amministrativo ha visto questo grafico, ha capito immediatamente dove stava il problema. E dove stava il risparmio.

Il paradosso è visibile a colpo d’occhio: i due mesi estivi in cui la scuola è chiusa mostrano consumi quasi identici ai mesi di piena attività scolastica. Ogni dirigente scolastico che vede questo grafico pensa immediatamente al proprio istituto, e fa bene.

L’analisi: cosa abbiamo trovato.

L’analisi Inwega ha coperto 24 mesi di bollette, il sopralluogo degli impianti di riscaldamento e illuminazione e la verifica dei contratti. Il problema principale non era la caldaia in sé: era la mancanza di un sistema di programmazione che distinguesse le ore di presenza dalle ore di vuoto, i giorni scolastici dalle vacanze, l’inverno dall’estate.

Nessuna programmazione oraria del riscaldamento: la caldaia erogava calore in modo continuo dalle 5:00 alle 22:00 ogni giorno, compresi i weekend. La settimana di vacanze di Natale aveva la stessa bolletta di una settimana normale. Ogni notte, ogni sabato, ogni domenica: calore per ambienti vuoti.

Nessuna distinzione per zona: la palestra veniva riscaldata allo stesso modo delle aule, anche quando non era in uso. Il corridoio al piano seminterrato, non frequentato dagli alunni, riceveva la stessa quantità di calore delle aule di lezione.

Modalità antigelo mal configurata: in zona prealpina la caldaia estiva ha senso: le notti possono scendere sotto zero anche a maggio e settembre, e proteggere gli impianti è necessario. Il problema non era che la caldaia si accendesse, ma che la soglia fosse impostata a 16°C invece dei 6-8°C corretti: la differenza tra proteggere gli impianti e riscaldare un edificio vuoto. Una correzione di pochi minuti che valeva migliaia di euro.

Illuminazione palestra fuori norma: i proiettori a vapori di mercurio erano vietati dalla normativa UE dal 2021 (Reg. 2019/2020). La sostituzione non era un’opzione: era un obbligo. Il risparmio energetico era un beneficio aggiuntivo su un adeguamento dovuto.

La soluzione: quattro interventi, un edificio diverso.

palestra scolastica con illuminazione LED a soffitto: sostituzione proiettori a vapori di mercurio vietati dal Regolamento UE 2019/2020

L’intervento si è articolato su quattro fronti in parallelo, con complessità crescente: dalla rinegoziazione dei contratti (immediata, zero costi) alla programmazione intelligente del riscaldamento, fino alla sostituzione completa dell’illuminazione in aule e palestra.

Intervento 1: rinegoziazione contratti (costo zero).

Gas: nuovo contratto indicizzato al PSV più 0,04 €/Smc con il Fornitore 2, selezionato tra sei preventivi. Prezzo medio stimato: 0,96 €/Smc contro l’1,41 €/Smc precedente. Risparmio netto annuo: 9.200 euro.

Elettricità: da tariffa bioraria F1/F3 a contratto monorario PUN-indicizzato. Le scuole consumano prevalentemente in fascia F1 (mattinate di lezione), che nel biorario è la fascia di punta a prezzo più alto. Il monorario è strutturalmente più adatto a questo profilo. Risparmio stimato: 3.800 euro annui.

Risparmio totale dalla rinegoziazione: 13.000 euro annui, disponibili dal primo mese, con investimento zero.

Intervento 2: sistema di programmazione del riscaldamento (2.400 euro).

18 cronotermostati wireless programmabili per zona: aule, corridori, palestra, uffici. Ogni zona ha il proprio profilo di accensione e spegnimento.

La programmazione è calibrata sulla vita reale della scuola: accensione un’ora prima dell’ingresso (7:00), spegnimento un’ora dopo l’uscita (17:30), temperatura ridotta nei weekend e nelle festività, modalità estate con soglia antigelo corretta a 6°C. Il sistema di telegestione permette al direttore amministrativo di modificare il programma da remoto in caso di chiusure improvvise o variazioni di orario.

Risparmio annuo: 4.200 euro. Il riscaldamento degli ambienti vuoti è sceso dell’82% rispetto all’anno precedente.

Un cronotermostato è semplicemente un termostato con un orologio integrato: permette di impostare temperature diverse in orari diversi, senza doverlo toccare ogni giorno. La versione wireless non richiede opere murarie.

Intervento 3: illuminazione LED nelle aule (8.400 euro).

72 aule illuminate con tubi LED da 18W in sostituzione dei fluorescenti da 36W: risparmio del 50% sui consumi di illuminazione. La resa luminosa è identica o superiore, con una luce più uniforme e meno affaticante per gli alunni. Risparmio annuo: 2.800 euro.

Intervento 4: illuminazione LED nella palestra (8.400 euro).

12 proiettori a vapori di mercurio da 400W sostituiti con proiettori LED da 150W: risparmio del 62% sui consumi della palestra. L’intervento era obbligatorio per normativa UE (Reg. 2019/2020): il risparmio energetico è un beneficio aggiuntivo su un adeguamento che la scuola avrebbe dovuto fare comunque. Risparmio annuo: 3.600 euro.

Conto Termico 3.0: la sostituzione LED in edifici scolastici privati rientra tra gli interventi incentivabili. Inwega ha supportato l’avvio della pratica sul portale GSE: contributo atteso 4.200 euro, erogati in un’unica soluzione. Investimento netto finale sull’illuminazione: 12.600 euro. Approfondisci: Conto Termico 3.0: incentivi GSE per scuole e istituti.

I risultati: il confronto voce per voce.

A dodici mesi dall’intervento la spesa energetica è passata da 62.000 a 38.400 euro: 23.600 euro in meno, pari al 38% della spesa precedente. Il risparmio più grande, quasi la metà del totale, è venuto dalla rinegoziazione dei contratti, a costo zero.

Voce di costo Prima (€/anno) Dopo (€/anno) Variazione
Gas: riscaldamento 40.300 26.900 -13.400
Elettricità: illuminazione aule 9.520 4.760 -4.760
Elettricità: illuminazione palestra 6.090 2.490 -3.600
Elettricità: mensa e cucina 3.040 3.040 invariato
Elettricità: uffici e segreteria 3.050 3.050 invariato
TOTALE ANNUO IVA INCLUSA 62.000 € 38.400 € -23.600 € (-38%)

Riepilogo investimenti e rientro:

Sistema programmazione riscaldamento 2.400 €
Illuminazione LED aule (72 aule) 8.400 €
Illuminazione LED palestra (12 proiettori) 8.400 €
Contributo Conto Termico 3.0 (atteso) -4.200 €
Investimento netto totale 15.000 €
Risparmio annuo 23.600 €
Tempo di rientro 7,6 mesi

Cosa può fare anche la tua scuola.

Il problema dell’edificio scolastico “sempre acceso” è diffusissimo: quasi tutti gli istituti italiani, pubblici e privati, hanno impianti termici privi di programmazione oraria e per zona. E quasi tutti hanno contratti del gas firmati negli anni del caro energia e mai rinegoziati. Due anomalie che valgono migliaia di euro l’anno, indipendentemente dalla dimensione della scuola.

Il test rapido: chiedi la bolletta gas di luglio. Se il consumo supera il 10-15% di quello di gennaio, il riscaldamento non è programmato correttamente. Una precisazione: nelle scuole in zona montana o prealpina, un consumo estivo non è necessariamente anomalo, perché la modalità antigelo ha senso quando le notti scendono sotto zero anche in luglio. L’anomalia è la soglia: se la caldaia entra in funzione a 16°C invece di 6-8°C, stai pagando per riscaldare ambienti vuoti, non per proteggere gli impianti dal gelo.

Per le scuole pubbliche: gli investimenti strutturali (LED, impianti) sono a carico dell’ente locale, ma la rinegoziazione dei contratti può essere avviata dalla dirigenza scolastica autonomamente. È un’azione a costo zero con impatto immediato sulla bolletta. Vale la pena verificare anche se il proprio comune ha presentato domanda di finanziamento PNRR per la riqualificazione energetica degli edifici scolastici, e in che stato è la pratica.

Per gli istituti privati e paritari: il Conto Termico 3.0 è accessibile direttamente, senza passare dall’ente locale. Illuminazione LED e sistemi di building automation (i cronotermostati per zona) sono interventi incentivabili. Per approfondire gli strumenti disponibili: incentivi per l’efficienza energetica 2026-2027.

Gestisci una scuola o un istituto formativo? Mandaci la bolletta gas di luglio: è il primo segnale.

In sintesi: 23.600 euro che tornano alla didattica.

Nelle scuole il risparmio energetico non è solo una questione di costi da tagliare. È una questione di risorse da reinvestire: in didattica, in personale, in strutture, in iniziative per le famiglie.

23.600 euro all’anno corrispondono a 2-3 contratti di collaborazione in più per un esperto esterno, o all’acquisto di attrezzatura didattica per ogni ordine scolastico, o a una riduzione concreta delle rette per le famiglie. Risorse che non servono nuovi finanziamenti per recuperare: bastava smettere di scaldarle edifici vuoti.

Per capire come agire in modo analogo nella tua struttura: illuminazione LED: consigli e risparmio.

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