La CSEA ha aperto i portali per le dichiarazioni Gasivori ed Elettrivori relative all’annualità 2027. Le imprese con consumi energetici significativi hanno tempo fino al 16 novembre 2026 per presentare la dichiarazione nella sessione ordinaria, con contributi sensibilmente inferiori rispetto alla sessione suppletiva. Il primo passo è verificare se si rientra nei requisiti: non basta consumare tanto.
Cos’è la dichiarazione CSEA e a chi serve.
La dichiarazione CSEA è l’atto con cui un’impresa a forte consumo di energia elettrica o di gas naturale si iscrive agli elenchi gestiti dalla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali. L’iscrizione è il presupposto per accedere alle agevolazioni riconosciute dalla normativa alle cosiddette imprese energivore, riduzioni significative sugli oneri di sistema in bolletta.
Imprese elettrivore: requisito base è un consumo annuo di energia elettrica pari ad almeno 1 GWh (1.000.000 kWh), a cui si aggiunge l’appartenenza a uno dei settori di attività ammessi dalla normativa. Consumo e settore devono essere verificati congiuntamente: il solo dato di consumo non è sufficiente.
Imprese gasivore: è richiesto un consumo medio annuo di almeno 1 GWh di gas naturale (circa 94.582 Smc) nel periodo di riferimento, l’appartenenza a uno dei settori ammessi e il rispetto degli specifici parametri di intensità gasivora previsti dalla normativa.
In entrambi i casi, il primo passo concreto è verificare i propri consumi, il codice ATECO e le caratteristiche dell’attività aziendale rispetto ai criteri normativi.
Le scadenze da segnare in agenda.
Per l’annualità di competenza 2027, i portali CSEA sono aperti dal 30 settembre 2026. La scadenza per presentare la dichiarazione nella sessione ordinaria è il 16 novembre 2026 alle ore 23:59. Riguarda sia le imprese elettrivore sia quelle gasivore.
Per le imprese neo-costituite nel corso del 2026 sono previste tempistiche specifiche: verificare con anticipo le scadenze applicabili al proprio caso.
Perché non aspettare gli ultimi giorni: la dichiarazione CSEA non è una semplice comunicazione. Prima della presentazione è necessario raccogliere i dati di consumo, verificare la coerenza delle informazioni e controllare i requisiti di accesso. Farlo in modo corretto richiede tempo.
C’è anche una ragione economica precisa. Il contributo CSEA nella sessione ordinaria è di 100 euro per gli elettrivori e 600 euro per i gasivori. Chi presenta nella sessione suppletiva paga rispettivamente 500 euro e 1.000 euro. Muoversi per tempo fa risparmiare fino a 400 euro (elettrivori) o 400 euro (gasivori), solo evitando il ritardo.
| Tipologia | Contributo sessione ordinaria | Contributo sessione suppletiva |
|---|---|---|
| Imprese elettrivore | 100 € | 500 € |
| Imprese gasivore | 600 € | 1.000 € |
Come capire se la tua impresa può accedere all’agevolazione.

Molte imprese consumano volumi di energia significativi senza sapere di poter accedere alle agevolazioni previste per i grandi consumatori. Il problema è che i requisiti non si valutano su un singolo parametro: servono dati di consumo precisi, il codice ATECO corretto e la verifica dei parametri di intensità energetica previsti dalla normativa.
Segnali che vale la pena fare una verifica:
Il tuo stabilimento, magazzino o impianto supera 1 GWh di consumo elettrico annuo (circa 1.000.000 kWh) o consuma oltre 94.000 Smc di gas naturale. L’attività aziendale appartiene a un settore manifatturiero o industriale ad alta intensità energetica. Non hai mai verificato l’iscrizione agli elenchi CSEA, oppure sei iscritto ma non hai aggiornato la dichiarazione negli ultimi anni.
Una verifica preliminare non impegna a nulla e può rivelare un’opportunità concreta di riduzione degli oneri in bolletta, spesso di importo rilevante per le imprese con consumi elevati.
Per approfondire il tema delle agevolazioni energetiche per le imprese: incentivi efficienza energetica 2026-2027: guida aggiornata e risparmio in bolletta: la guida completa.
Il servizio Inwega per le pratiche CSEA.
Inwega affianca le imprese nella gestione delle pratiche CSEA dalla verifica preliminare dei requisiti fino alla presentazione della dichiarazione e al supporto nelle comunicazioni successive. Il nostro obiettivo è trasformare un adempimento tecnico, con le sue regole e le sue scadenze, in un processo chiaro e gestito, che l’impresa non deve seguire da sola.
Il percorso di supporto comprende:
- verifica preliminare dei requisiti di accesso;
- analisi dei consumi e dei dati aziendali;
- raccolta e controllo della documentazione necessaria;
- predisposizione e presentazione della dichiarazione CSEA;
- supporto nella gestione delle comunicazioni successive alla pratica.
I nostri consulenti energetici possono effettuare una prima valutazione della situazione aziendale e illustrare modalità, attività previste e condizioni del servizio. Il punto di partenza è sempre un’analisi concreta: prima si verifica se ci sono i requisiti, poi si procede.
Per parlare con il tuo consulente Inwega: richiedi una valutazione.
FAQ
Cosa succede se non presento la dichiarazione entro il 16 novembre? È ancora possibile presentarla nella sessione suppletiva, ma con contributi più alti: 500 euro invece di 100 per gli elettrivori, 1.000 euro invece di 600 per i gasivori. Alcune imprese rischiano inoltre di perdere l’agevolazione per l’annualità 2027 se non rientrano nei tempi previsti. Meglio non aspettare.
Se sono già iscritto agli elenchi CSEA, devo presentare comunque la dichiarazione? Sì. L’iscrizione agli elenchi CSEA non è permanente: la dichiarazione va presentata ogni anno per confermare il diritto all’agevolazione per l’annualità successiva. Chi è già iscritto deve rinnovare la dichiarazione entro le stesse scadenze.
Come verifico se la mia impresa rientra nei requisiti? Il codice ATECO dell’attività, i dati di consumo degli ultimi 12 mesi (in kWh per l’elettricità, in Smc per il gas) e i parametri di intensità energetica sono i tre elementi da verificare. Il consulente Inwega può effettuare questa valutazione preliminare prima di procedere con la dichiarazione.
L’agevolazione riguarda solo le grandi industrie? No. Anche PMI manifatturiere o artigianali con consumi energetici significativi possono rientrare negli elenchi, a condizione di rispettare i requisiti di settore e di consumo previsti dalla normativa. Vale sempre la pena verificare.

