Caso studio palestra: -29% costi energia con Inwega

sala cardio e pesi di una palestra: caso studio risparmio energetico con ottimizzazione ACS e illuminazione LED
Palestra spendeva 41.000 €/anno di energia. Dopo l'analisi Inwega: 29.100 €, risparmio energetico del 29% con programmazione ACS, LED e rinegoziazione contratti.

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Dati chiave del progetto.

41.000 € 800 iscritti -29% -11.900 €
spesa energetica annua pre-intervento palestra aperta 6 giorni su 7 risparmio ottenuto risparmio annuo

Ogni mattina, alle 5:30, la caldaia della palestra si accendeva. Riscaldava l’acqua delle docce, portava gli spogliatoi a temperatura, preparava la struttura per il primo cliente, che però non arrivava prima delle 7:00. Un’ora e mezza di calore nell’aria vuota, ogni giorno, per undici mesi l’anno.

La palestra spendeva 41.000 euro l’anno di energia: circa 51 euro per iscritto, ben sopra il benchmark di settore. Il titolare aveva visto la bolletta del gas crescere del 27% nell’ultimo anno, pur con lo stesso numero di iscritti. Sospettava un problema alla caldaia. Il problema era altrove.

In dodici mesi, con tre interventi precisi, la spesa è scesa a 29.100 euro. 11.900 euro in meno, pari al 29%. Nessuna attrezzatura sostituita, nessun iscritto senza doccia calda.

La situazione di partenza: il profilo energetico di una palestra.

Una palestra ha un profilo energetico molto irregolare: consumi bassi al mattino, picco serale dalle 18:00 alle 21:30, quasi zero la domenica pomeriggio e ad agosto. Eppure impianti come la caldaia e il boiler dell’acqua calda lavoravano in modo quasi continuo, indipendentemente dalla presenza dei clienti. È qui che si nascondeva la maggior parte dello spreco.

La palestra si trova nell’hinterland lombardo: 800 iscritti attivi, 11 dipendenti, 660 mq tra sala pesi e cardio (400 mq), sala corsi (180 mq) e spinning (80 mq), più 120 mq di spogliatoi con 12 docce. Orario lunedì-venerdì 7:00-22:30, sabato 8:00-20:00, domenica 9:00-13:00. Chiusa tre settimane ad agosto.

Distribuzione spesa gas (54% del totale, 22.140 €):

Voce Importo % sul gas
Acqua calda sanitaria (ACS) 13.720 € 62%
Riscaldamento invernale 8.420 € 38%

Distribuzione spesa elettricità (46% del totale, 18.860 €):

Voce Importo % sull’elettricità
Illuminazione 7.740 € 41%
Climatizzazione (split) 5.280 € 28%
Attrezzature cardio 3.400 € 18%
Boiler ACS integrativo 2.440 € 13%

Il paradosso dell’ACS: l’acqua calda sanitaria era il consumo di gas più alto, il 62% del totale gas. La caldaia iniziava a scaldare alle 5:30 per garantire acqua calda all’apertura delle 7:00. Ma il picco di utilizzo delle docce era tra le 19:00 e le 21:30. Nelle ore mattutine (7:00-12:00) le docce venivano usate pochissimo. Il calore prodotto si disperdeva nell’aria degli spogliatoi vuoti.

L’accordo di fornitura gas: prezzo fisso a 1,38 €/Smc firmato nel 2023, mai rinegoziato. Al momento dell’analisi il mercato offriva 0,94-1,02 €/Smc per profili analoghi.

L’illuminazione: 20 proiettori da 250W nella sala pesi, accesi per tutto l’orario di apertura, 15 ore al giorno, 6 giorni su 7. Corridoi e spogliatoi con fluorescenti T8. Nessun sensore di presenza.

Cosa abbiamo trovato nell’analisi.

L’analisi del consulente energetico Inwega ha coperto 24 mesi di bollette gas ed elettricità, il monitoraggio del profilo di utilizzo delle docce e il sopralluogo degli impianti di illuminazione. In due settimane il quadro era chiaro: tre anomalie distinte, tutte correggibili senza toccare le attrezzature.

ACS senza programmazione oraria.

La caldaia manteneva l’acqua a 45°C dalle 5:30 alle 22:30 senza distinzione tra le ore di punta (19:00-21:30) e quelle di bassa frequenza (7:00-11:00, 14:00-17:00). Il calore prodotto nelle ore mattutine si disperdeva prima che qualcuno aprisse il rubinetto. Abbassando la temperatura di mantenimento nelle ore di bassa frequenza e anticipando il riscaldo solo prima dei picchi reali, il consumo gas ACS stimato era riducibile in modo significativo.

grafico consumo gas acqua calda sanitaria palestra: preriscaldo a vuoto 5:30-7:00 e bassa frequenza 10:00-17:00 eliminati dopo la programmazione della caldaia

Boiler elettrico integrativo sempre acceso.

Un boiler da 6 kW era stato installato come supporto nelle ore di punta. Era rimasto sempre in modalità “standby caldo”: acceso di notte, la domenica pomeriggio e anche ad agosto durante la chiusura estiva. Un timer da 30 euro avrebbe risolto il problema. Non era mai stato installato.

Illuminazione fuori scala rispetto alle ore.

20 proiettori da 250W nella sala pesi consumavano 5 kWh/ora. Di mattina (7:00-12:00) la sala aveva mediamente 8-12 utenti. Di sera (18:00-21:30) ne aveva 60-80. La stessa intensità luminosa per densità di frequenza completamente diverse. Nei corridoi e negli spogliatoi le luci fluorescenti T8 restavano accese anche con ambienti vuoti: nessun sensore, nessuna automazione.

Per approfondire il tema dell’efficientamento energetico nei centri sportivi: consulenza energetica per centri sportivi: la guida.

La soluzione: tre interventi mirati per il centro sportivo.

L’intervento si è concentrato su tre fronti in ordine crescente di investimento: la programmazione intelligente della caldaia ACS (1.800 €, due giorni di lavoro), la rinegoziazione dei contratti gas ed elettricità (zero costi) e la sostituzione dell’illuminazione con LED (9.600 €, una settimana di cantiere in orario di chiusura).

Intervento 1: programmazione caldaia ACS (costo: 1.800 €).

Installazione di un cronotermostato programmabile con tre fasce orarie:

  • Standby (22°C) dalle 22:30 alle 6:30: la caldaia non riscalda attivamente, mantiene solo la temperatura minima di sicurezza.
  • Pre-riscaldo (45°C) dalle 6:30 alle 7:00 e dalle 17:00 alle 19:00: si prepara per l’apertura mattutina e per il picco serale.
  • Piena potenza (45°C) dalle 7:00 alle 10:00 e dalle 19:00 alle 22:30: nelle fasce di utilizzo reale.

Il boiler elettrico integrativo: aggiunto un timer programmato, operativo solo nelle fasce di punta sera (19:00-22:30). Spento di notte, la domenica pomeriggio e per tutto agosto.

Risparmio annuo: 5.200 € (riduzione consumo gas ACS per la programmazione più riduzione consumo elettrico boiler del 68%). Tempo di installazione: 2 giorni. Nessuna interruzione del servizio.

Intervento 2: rinegoziazione contratti (costo: 0 €).

Gas: nuovo accordo di fornitura indicizzato PSV + 0,05 €/Smc con il Fornitore 2, selezionato tra sei preventivi. Prezzo medio stimato 2026: 0,99 €/Smc. Risparmio sulla componente materia prima: 3.100 €/anno.

Elettricità: da accordo di fornitura biorario standard a monorario PUN-indicizzato, più adatto al profilo di consumo serale della palestra. Il picco delle 19:00-21:30 cade in fascia F1 nell’accordo biorario, la più costosa. Con il monorario, quel consumo pesa come tutto il resto. Risparmio: 1.200 €/anno.

Per capire come ragionare sulla scelta tra prezzo fisso e variabile: prezzo fisso o variabile: guida alla scelta.

Intervento 3: sostituzione illuminazione LED (costo lordo: 9.600 €).

Sala pesi: 20 proiettori da 250W sostituiti con LED da 80W con dimmer integrato. L’intensità viene ridotta del 30% nelle ore mattutine (7:00-12:00) con bassa frequenza, portata al 100% dalle 17:00 in poi. Risparmio: 1.800 €/anno.

Spogliatoi e corridoi: 48 fluorescenti T8 sostituiti con LED più 12 sensori di presenza (le luci si spengono dopo 10 minuti di inattività). Risparmio: 600 €/anno.

Conto Termico 3.0: gli interventi di illuminazione LED con building automation (sensori di presenza) rientrano tra i casi potenzialmente incentivabili, se rispettati i requisiti tecnici previsti. Inwega ha supportato la palestra nell’invio della pratica GSE: contributo stimato 2.400 €, subordinato all’ammissibilità e all’accoglimento della domanda. Investimento netto stimato: 7.200 €. Approfondisci: Conto Termico 3.0: incentivi per illuminazione e building automation.

La sorpresa: dove stava davvero il problema.

“Pensavo fosse la caldaia. Invece era la programmazione della caldaia.”

Il titolare era convinto di dover sostituire l’impianto termico. Aveva già chiesto un preventivo a un impiantista. Il problema non era la caldaia, che aveva meno di 10 anni e funzionava perfettamente, ma il fatto che nessuno le avesse mai detto di fare una pausa.

Il calcolo è semplice: un’ora e mezza di caldaia in standby caldo ogni mattina, dalle 5:30 alle 7:00, per 300 giorni l’anno (agosto escluso) vale circa 1.800-2.200 € solo di gas. Cinque minuti di configurazione del cronotermostato hanno eliminato quel costo.

La stessa logica vale per il boiler elettrico: 6 kW accesi 24 ore su 24 anche di notte e nei giorni di chiusura costano circa 2.440 € l’anno di elettricità. Con un timer da poche decine di euro il costo è sceso a 780 €.

Questo è il tipo di spreco che non si vede guardando la bolletta: i numeri ci sono, ma nessuno li ha mai collegati a un comportamento specifico degli impianti. L’analisi Inwega li ha messi in relazione, uno per uno.

I risultati: il confronto voce per voce.

Dopo dodici mesi la spesa energetica totale del centro sportivo è passata da 41.000 a 29.100 euro: 11.900 euro in meno, pari al 29%. Il risparmio energetico maggiore è arrivato da dove il titolare meno se lo aspettava: non dal riscaldamento invernale, ma dall’acqua calda delle docce e dal boiler sempre acceso.

Voce di costo Prima (€/anno) Dopo (€/anno) Variazione
Gas: acqua calda sanitaria 13.720 8.259 -5.461
Gas: riscaldamento invernale 8.420 7.241 -1.179
Totale gas (IVA inclusa) 22.140 15.500 -6.640
Elettricità: illuminazione 7.740 5.340 -2.400
Elettricità: split climatizzazione 5.280 4.620 -660
Elettricità: attrezzature cardio 3.400 2.860 -540
Elettricità: boiler ACS integrativo 2.440 780 -1.660
Totale elettricità (IVA inclusa) 18.860 13.600 -5.260
TOTALE ANNUO 41.000 € 29.100 € -11.900 € (-29%)

Riepilogo investimenti e rientro:

Programmazione ACS (cronotermostato + valvola) 1.800 €
Illuminazione LED sala pesi + spogliatoi 9.600 €
Contributo Conto Termico 3.0 (stimato, subordinato ad ammissibilità) -2.400 €
Investimento netto totale 9.000 €
Risparmio annuo 11.900 €
Tempo di rientro 9,1 mesi

Da dove arriva il risparmio totale di 11.900 €:

  • 5.200 € dalla programmazione ACS (riduzione gas acqua calda + timer boiler elettrico);
  • 3.100 € dalla rinegoziazione dell’accordo di fornitura gas;
  • 2.400 € dalla sostituzione LED con building automation;
  • 1.200 € dalla rinegoziazione dell’accordo di fornitura elettrico.

Il passo successivo: attrezzature cardio che producono energia.

utenti in allenamento sui macchinari cardio della palestra: attrezzature a recupero energetico per produrre elettricità dall'allenamento

Dopo aver ottimizzato accordi di fornitura, programmazione ACS e illuminazione, abbiamo suggerito di valutare un ulteriore scenario: la sostituzione delle attrezzature cardio con macchinari a recupero energetico. Presentato come opportunità da valutare nel medio termine, non come intervento immediato.

Come funziona il recupero energetico nelle attrezzature cardio.

Alcune linee di attrezzature professionali, come la linea Artis di Technogym, integrano un sistema che converte l’energia cinetica prodotta dall’utente durante l’allenamento in energia elettrica reimmessa nel circuito della palestra. In pratica, parte dell’energia che il cliente spende pedalando o correndo torna disponibile come elettricità per alimentare l’illuminazione, il condizionamento o altri carichi. Non è autosufficienza energetica, ma è un contributo misurabile.

Secondo i dati Technogym, con 30 macchine Artis attive per 8 ore al giorno, l’energia autoprodotta arriva a coprire il 25% del fabbisogno energetico del centro fitness.

La linea segue il principio “Riduci, Ricicla, Rinnova”: riduzione dei consumi del 30% sui macchinari non generatori, recupero dell’energia delle leve su quelli a sola resistenza, e produzione attiva di elettricità sulle attrezzature cardio.

I numeri per questa palestra specifica.

Applicando il dato del 25% al consumo elettrico post-interventi di questa palestra (stimato in circa 54.400 kWh/anno sulla base della spesa di 13.600 €), il potenziale di recupero energetico sarebbe di circa 13.600 kWh/anno, con un risparmio stimato di circa 3.400 €/anno.

L’investimento incrementale rispetto a macchinari standard si aggira attorno ai 1.000 € per macchina: su 30 attrezzature cardio, un extra di circa 30.000 € rispetto all’acquisto di macchinari tradizionali. Il rientro sull’investimento incrementale, solo sul risparmio energetico, è di circa 8-9 anni, lungo ma non irragionevole se il rinnovo dell’attrezzatura è già pianificato nel ciclo di vita normale della palestra.

Cosa va verificato prima di procedere.

Il dato del 25% è una stima Technogym su una configurazione ottimale (30 macchine, 8 ore di utilizzo continuativo al giorno). Nella realtà di una singola palestra il risultato dipende dalla tipologia di macchinari, dalle ore di utilizzo effettivo e dalla compatibilità con il sistema elettrico esistente. Prima di inserirlo in un piano di investimento vale la pena richiedere una simulazione basata sui dati reali di utilizzo della struttura specifica.

L’opportunità più concreta è valutarla in occasione del naturale rinnovo dell’attrezzatura, quando il confronto economico non riguarda il solo risparmio energetico ma l’intero costo d’acquisto. In quel momento la differenza di prezzo rispetto a macchinari standard (+3% secondo alcune fonti di mercato) e il beneficio energetico cumulato nel tempo possono rendere la scelta vantaggiosa anche finanziariamente.

Cosa può fare anche la tua palestra.

Il profilo energetico delle palestre italiane è spesso il medesimo: ACS che parte troppo presto, illuminazione fissa indipendente dalla frequenza, contratti firmati anni fa e mai rivisti. La maggior parte dei centri fitness ha un margine di risparmio del 20-35% senza toccare una macchina.

Il test rapido per l’ACS: controlla a che ora si accende la caldaia rispetto all’apertura. Se c’è più di un’ora di anticipo, stai pagando per riscaldare spogliatoi vuoti. Se hai un boiler elettrico integrativo senza timer, quasi certamente è acceso anche di notte e nei giorni di chiusura.

Il test per l’illuminazione: hai sensori di presenza negli spogliatoi e nei corridoi? Se la risposta è no, stai quasi certamente illuminando spazi vuoti per ore ogni giorno. E nella sala pesi: l’intensità è uguale alle 8:00 di mattina con 10 persone e alle 19:30 con 70?

Il test per i contratti: quando hai accettato l’accordo di fornitura del gas? Se è prima del 2024, molto probabilmente non sei alle condizioni migliori del mercato attuale. Vale la pena confrontare.

Per i centri con piscina: il risparmio potenziale è ancora più alto, perché il mantenimento della temperatura dell’acqua è il consumo energetico più pesante di tutta la struttura. Inwega ha esperienza specifica in questo segmento.

Gestisci una palestra o un centro sportivo? Mandaci le ultime due bollette e richiedici una consulenza: calcoleremo dove si nasconde il risparmio. Analisi delle tariffe luce e gas.

Per la guida completa sull’efficientamento energetico nei centri sportivi: consulenza energetica per centri sportivi: la guida.

Per una panoramica completa sulle strategie di risparmio in bolletta: risparmio in bolletta: guida completa per aziende.

In sintesi.

Nelle palestre il risparmio energetico non è quasi mai una questione di impianti nuovi. Spesso basta ottimizzare ciò che esiste già: la programmazione della caldaia, il timer del boiler, i sensori di presenza nei corridoi.

gli accordi di fornitura, poi, sono quasi sempre migliorabili. Ed è una leva che non costa nulla.

Per chi guarda al medio termine, le attrezzature cardio a recupero energetico rappresentano uno scenario interessante da valutare in occasione del naturale rinnovo delle macchine: non un investimento urgente, ma una scelta che unisce beneficio energetico e posizionamento della struttura su un mercato sempre più attento alla sostenibilità.

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