Dati chiave del progetto
| 68.400 € | 12 dipendenti | -24% | -16.400 € |
|---|---|---|---|
| spesa energetica annua pre-intervento | officina MT lavorazione conto terzi | risparmio ottenuto | risparmio annuo |
Ogni mattina alle 6:00, quando il turno iniziava, succedeva la stessa cosa: l’operatore avviava il primo centro di lavoro CNC. Poi il secondo. Poi il terzo, il tornio, il compressore. In meno di cinque minuti, tutta la potenza del capannone era in funzione contemporaneamente.
Era la routine normale. E stava costando migliaia di euro al mese in più rispetto al necessario.
L’officina meccanica spendeva 68.400 euro l’anno di energia. Il titolare guardava il prezzo al kWh sulla componente energia e lo confrontava con quello dei concorrenti: sembrava nella media. Ma il costo medio complessivo per kWh, calcolato includendo tutte le voci della bolletta (quota potenza, addebiti per energia reattiva, trasporto e oneri), risultava pari a circa 0,244 €/kWh contro 0,185 €/kWh della sola componente energia. La differenza stava in voci in bolletta che nessuno aveva mai spiegato. E che bastava conoscere per ridurle.
Il profilo energetico di una PMI manifatturiera.
Un’officina meccanica in Media Tensione ha una bolletta elettrica molto diversa da quella di un ufficio o di un negozio. La componente energia è solo una parte della spesa: in bolletta incidono anche le componenti legate alla potenza e, per alcune utenze, i corrispettivi per l’energia reattiva. È lì che si nascondono i costi maggiori, invisibili a chi guarda solo il prezzo al kWh.
L’officina protagonista di questo caso è una lavorazione meccanica di precisione conto terzi per il settore automotive e macchine utensili, zona industriale lombarda. 12 dipendenti, capannone 800 mq più uffici 120 mq, turno unico lunedì-venerdì 6:00-18:00 con sabato mattina. Fornitura in Media Tensione con contatore proprio, potenza disponibile 100 kW.
Gli impianti principali: 3 centri di lavoro CNC da 22 kW ciascuno, 1 tornio automatico da 18 kW, 1 compressore aria compressa da 15 kW. Più illuminazione fluorescente industriale e riscaldamento a gas del capannone.
Distribuzione spesa elettrica (90,5% del totale, 61.890 €):
| Voce | Importo | % sul totale elettricità |
|---|---|---|
| Materia prima (kWh) | 25.310 € | 41% |
| Quota potenza MT | 17.820 € | 29% |
| Addebiti energia reattiva (cosfi basso) | 5.760 € | 9% |
| Trasporto e oneri di sistema | 7.440 € | 12% |
| Illuminazione | 5.560 € | 9% |
| Totale | 61.890 € | 100% |
Le voci legate alla potenza e all’energia reattiva rappresentavano il 38% della bolletta elettrica. Nessuna delle due era monitorata dal titolare.
Distribuzione spesa gas (9,5% del totale, 6.510 €): solo riscaldamento invernale del capannone. Contratto a prezzo fisso firmato nel 2023 e mai rinegoziato.
La voce che nessuno legge: la quota potenza MT.
Questa è la parte più importante dell’articolo. Non perché sia complessa, ma perché è molto spesso sconosciuta ai titolari di PMI manifatturiere.
Immagina un autovelox che fotografa la tua velocità ogni 15 minuti per tutto il mese e alla fine ti manda la multa per la velocità massima registrata, non per la tua velocità media. Poco importa che tu abbia guidato lentamente per 29 giorni e mezzo: se in un quarto d’ora hai toccato i 130 km/h, quella è la velocità su cui calcola la multa.
I dati di misura del contatore MT mostrano la potenza prelevata in ogni intervallo di 15 minuti. Dove la tariffa applicata valorizza i massimi registrati, la loro gestione può ridurre i costi in bolletta. In questa officina, il confronto tra i dati di misura e la voce tariffaria fatturata ha confermato che i picchi di avviamento incidevano direttamente sulla componente di potenza mensile.
In questa officina il picco si creava due volte al giorno: all’avvio del turno (6:00-6:15) e alla ripresa dopo la pausa pranzo (13:00-13:15). Due finestre da 15 minuti al giorno determinavano il contributo più rilevante alle voci di potenza per l’intero mese.
In bolletta questa voce compare con nomi come “corrispettivo di potenza” o “quota potenza MT”. Quasi sempre, nessuno l’ha mai spiegata al titolare.
Per approfondire le strategie per gestire i picchi: peak shaving aziendale: cos’è e come abbattere i costi di potenza.
Cosa abbiamo trovato nell’analisi.
L’analisi Inwega ha identificato tre problemi distinti: picchi di avvio che incidevano sulle componenti di potenza, addebiti per energia reattiva collegati a un fattore di potenza basso, e un contratto gas rinnovato automaticamente a condizioni fuori mercato. Nessuno dei tre era visibile guardando solo il prezzo al kWh.
Picchi di avvio non gestiti.
I dati di misura a 15 minuti del contatore MT mostravano picchi ricorrenti tra le 6:00 e le 6:15 e tra le 13:00 e le 13:15, con valori prossimi a 87-92 kW contro un carico ordinario di 55-60 kW durante il turno.

Addebiti per energia reattiva (cosfi 0,72).
I motori dei centri di lavoro CNC e del compressore assorbono energia reattiva, che non si misura in kWh ma in kVAR. In bolletta risultavano addebiti per energia reattiva pari a 480 €/mese, 5.760 €/anno, relativi al rapporto tra energia reattiva e attiva prelevate. Una voce che compariva in bolletta da anni senza che nessuno avesse mai spiegato al titolare cosa fosse.
Un banco di condensatori risolve il problema alla fonte, correggendo il fattore di potenza e riducendo gli addebiti per energia reattiva.
Contratto gas fuori mercato.
Prezzo fisso 1,36 €/Smc firmato nel 2023, mai rinegoziato. Al momento dell’analisi, sei preventivi raccolti offrivano prezzi della componente materia prima compresi tra 0,96 e 1,04 €/Smc. Su 12.000 Smc annui, il risparmio sulla materia prima risultava di circa 1.800 €/anno.
Illuminazione inefficiente.
I 16 proiettori industriali da 400W, utilizzati in media 10 ore al giorno per 250 giorni l’anno, generano un risparmio teorico di circa 11.200 kWh annui se sostituiti con LED da 120W. A questo si aggiungono 24 plafoniere T8 negli uffici e nel magazzino.
La soluzione per la PMI manifatturiera: quattro leve, un capannone diverso.

L’intervento ha agito su quattro fronti in parallelo: la gestione operativa degli avviamenti (zero costo, solo formazione), l’installazione del banco di condensatori per correggere il fattore di potenza, la rinegoziazione dei contratti energia e la sostituzione dell’illuminazione con LED industriali.
Intervento 1: gestione scaglionata degli avviamenti (costo: 0 €).
Una procedura operativa semplice: avviamento sequenziale dei macchinari con almeno 3 minuti di attesa tra un’accensione e la successiva. Il titolare ha formato i 3 operatori in meno di un’ora. Nessuna modifica agli impianti, nessun investimento.
Per monitorare il risultato in tempo reale: installato un misuratore di energia con alert via SMS se la potenza supera 70 kW in qualsiasi quarto d’ora. Investimento: 1.800 €.
Risultato: il picco mensile registrato è sceso da circa 90 kW a circa 63 kW, con una riduzione sulla componente di potenza di circa 1.350 €/anno verificata sulle fatture successive.
Intervento 2: banco di condensatori per la correzione del fattore di potenza (costo: 4.200 €).
Installazione di un banco automatico di condensatori da 60 kVAR nel quadro elettrico principale dell’officina, dimensionato in base alle misure dell’impianto. Dopo l’intervento gli addebiti per energia reattiva in bolletta sono scesi a zero, con un risparmio di 5.760 €/anno.
Tempo di installazione: 1 giorno. Nessuna interruzione della produzione. Ritorno sull’investimento: meno di 9 mesi sul solo risparmio da questo intervento.
Intervento 3: rinegoziazione contratti (costo: 0 €).
Energia elettrica: da prezzo fisso biorario a offerta MT indicizzata, strutturata sul profilo di consumo reale dell’officina. Risparmio sulla materia prima: 4.800 €/anno.
Gas: nuovo contratto indicizzato al PSV con spread di 0,05 €/Smc con il Fornitore 2, selezionato tra sei preventivi. Risparmio sulla componente materia prima: 1.800 €/anno.
Inwega ha selezionato l’offerta e il fornitore di più adatti esclusivamente sulla base dell’analisi del profilo di consumo specifico dell’officina.
Intervento 4: LED industriali capannone e uffici (costo lordo: 8.400 €).
16 proiettori da 400W sostituiti con LED da 120W nel capannone. 24 plafoniere T8 sostituite con LED negli uffici e nel magazzino. Risparmio annuo complessivo: 2.600 €.
Conto Termico 3.0: la sostituzione dei sistemi di illuminazione può rientrare tra gli interventi incentivabili se sono rispettati i requisiti tecnici previsti, tra cui efficacia luminosa minima di 80 lm/W e potenza installata non superiore al 50% di quella sostituita (FAQ Conto Termico 3.0, edizione maggio 2026). Il contributo stimato di 2.100 € è subordinato alla verifica dell’ammissibilità e all’accoglimento della domanda GSE. Investimento netto stimato: 6.300 €. Approfondisci: Conto Termico 3.0: incentivi per illuminazione LED industriale.
I risultati: il confronto voce per voce.
Dopo dodici mesi la spesa energetica totale della PMI manifatturiera è scesa da 68.400 a 52.000 euro: 16.400 euro in meno, pari al 24%. Il risparmio più significativo, 5.760 €, viene dall’eliminazione degli addebiti per energia reattiva, una voce che il titolare non aveva mai considerato.
| Voce di costo | Prima (€/anno) | Dopo (€/anno) | Variazione |
|---|---|---|---|
| Elettricità: materia prima | 25.310 | 20.510 | -4.800 |
| Elettricità: quota potenza | 17.820 | 16.470 | -1.350 |
| Elettricità: addebiti energia reattiva | 5.760 | 0 | -5.760 |
| Elettricità: trasporto e oneri | 7.440 | 7.440 | invariato |
| Elettricità: illuminazione | 5.560 | 2.960 | -2.600 |
| Totale elettricità (IVA inclusa) | 61.890 | 47.380 | -14.510 |
| Gas: materia prima e trasporto | 5.160 | 3.360 | -1.800 |
| Gas: accise e IVA | 1.350 | 1.260 | -90 |
| Totale gas (IVA inclusa) | 6.510 | 4.620 | -1.890 |
| TOTALE ANNUO | 68.400 € | 52.000 € | -16.400 € (-24%) |
Riepilogo investimenti e rientro:
| Banco di condensatori | 4.200 € |
| LED industriali (lordi) | 8.400 € |
| Sistema monitoraggio potenza | 1.800 € |
| Contributo Conto Termico 3.0 (stimato, subordinato ad ammissibilità) | -2.100 € |
| Investimento netto totale | 12.300 € |
| Risparmio annuo | 16.400 € |
| Tempo di rientro | 9 mesi |
Da dove arriva il risparmio totale di 16.400 €:
- 5.760 € dall’eliminazione degli addebiti per energia reattiva (banco di condensatori);
- 4.800 € dalla rinegoziazione del contratto elettrico;
- 2.600 € dalla sostituzione LED;
- 1.890 € dalla rinegoziazione del contratto gas (materia prima + effetto su IVA/accise);
- 1.350 € dalla riduzione della quota potenza (avviamenti scaglionati).
Le prime due voci, 10.560 € su 16.400 €, riguardano aspetti tecnico-tariffari che il titolare non stava monitorando. Non il prezzo al kWh.
Cosa può fare anche la tua PMI manifatturiera.
Se la tua azienda ha una fornitura in Media Tensione e utilizza macchinari con motori elettrici, può valere la pena verificare i profili di potenza e gli addebiti per energia reattiva nelle proprie bollette. I margini di risparmio variano da impianto a impianto e dipendono dalla tariffa applicata e dal profilo di carico specifico.
Come verificare se ci sono addebiti per energia reattiva: controlla in bolletta se compare una voce per energia reattiva o kVArh. Se è presente, verifica l’importo mensile: in molti casi si tratta di centinaia di euro al mese che un banco di condensatori elimina definitivamente.
Come verificare i picchi di potenza: richiedi al tuo distributore i dati di misura a 15 minuti degli ultimi 12 mesi e confrontali con il profilo di carico ordinario del tuo impianto. Se nei dati emergono picchi ricorrenti all’avvio dei turni, c’è margine di ottimizzazione.
Le PMI più esposte: quelle con più macchinari avviati manualmente, compressori ad alta potenza, forni elettrici o presse. I settori tipici sono meccanica, plastica, legno e stampa.
Per valutare quando ha senso affidarsi a un professionista esterno: energy manager esterno: quando conviene alle PMI.
Per una panoramica completa sulle strategie di risparmio energetico in azienda: risparmio energetico in azienda: 10 consigli pratici.
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In sintesi.
Per una PMI manifatturiera il risparmio più significativo spesso non viene dal prezzo al kWh, ma da voci tecniche che compaiono in bolletta con nomi che nessuno spiega. In questo caso, gli addebiti per energia reattiva e le componenti legate alla potenza rappresentavano il 38% della bolletta elettrica totale, eppure nessuna delle due era mai stata analizzata dal titolare.
Conoscere queste voci è il primo passo. Il secondo è avere qualcuno che sa come intervenire.

