Caso studio RSA: -34% di risparmio energetico

ospiti e personale sanitario in zona comune RSA: risparmio energetico senza ridurre i servizi di assistenza
RSA lombarda con 60 ospiti spendeva 118.000 €/anno di energia. Dopo l'analisi Inwega 78.000 €: - 34% con cambio e risparmio energetico.

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Dati chiave del progetto di risparmio energetico della RSA.

118.000 € 60 ospiti -34% -40.000 €
spesa energetica annua pre-intervento struttura attiva 24/7/365 risparmio ottenuto risparmio annuo

Una RSA non può abbassare il riscaldamento. Non può spegnere le luci. Non può rimandare la lavanderia. L’operatività è 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, e nessuno dei 60 ospiti può permettersi un disservizio.

Eppure quella struttura spendeva 118.000 euro all’anno di energia, quasi 2.000 euro per ospite: in linea con la media del settore RSA lombardo, ma molto sopra il potenziale ottimizzato. In dodici mesi, con tre interventi precisi e senza toccare un singolo servizio agli ospiti, la spesa è scesa a 78.000 euro.

40.000 euro in meno all’anno. Un risparmio del 34%. E il tutto si è ripagato in sei mesi.

La situazione di partenza: perché una RSA consuma così tanto.

Una RSA con 60 ospiti non autosufficienti consuma energia come una piccola industria: riscaldamento e acqua calda sanitaria tutto l’anno, cucina industriale attiva tre volte al giorno, illuminazione accesa per 18-20 ore su 24, lavanderia che gira ogni giorno. Il 65% della spesa va al gas, il 35% all’elettricità.

La struttura era a gestione privata convenzionata in zona climatica E, 3.200 mq di superficie riscaldata, 28 dipendenti tra personale sanitario, assistenza e servizi, operatività continua senza chiusure stagionali.

Distribuzione spesa gas (65% del totale, 76.700 €):

  • Riscaldamento: 52%
  • Acqua calda sanitaria: 31%
  • Cucina industriale: 17%

Distribuzione spesa elettricità (35% del totale, 41.300 €):

  • Illuminazione: 38%
  • Lavanderia: 22%
  • Cucina e frigoriferi: 18%
  • Ascensori: 12%
  • Impianti vari: 10%

L’anomalia contrattuale: il contratto gas era a prezzo fisso 1,44 €/Smc, firmato nel 2022 e rinnovato automaticamente nel 2024. Il prezzo di mercato al momento dell’analisi era 0,94-1,04 €/Smc. Su 48.000 Smc annui, la differenza valeva oltre 19.000 euro l’anno solo sulla materia prima, senza che nessuno l’avesse mai notato.

L’anomalia impiantistica: tutta l’illuminazione (camere, corridoi, bagni, sala mensa, zona infermeria) era ancora a tubi fluorescenti T8. Il confronto con i LED equivalenti mostrava un consumo quasi doppio a parità di lumen.

L’anomalia termica: le camere degli ospiti erano prive di valvole termostatiche. La caldaia erogava la stessa temperatura in tutte le stanze, indipendentemente dall’esposizione solare o dalla presenza di apporti interni. Nelle giornate soleggiate le camere esposte a sud si surriscaldavano e gli ospiti aprivano le finestre per compensare, disperdendo calore pagato.

Per capire come emergono queste anomalie da una bolletta: come leggere la bolletta della luce voce per voce.

L’analisi: cosa ha trovato il nostro consulente energetico.

La nostra analisi ha coperto 24 mesi di bollette gas ed elettricità, il sopralluogo degli impianti di illuminazione e riscaldamento e la verifica delle condizioni contrattuali. In tre settimane avevamo un quadro preciso: tre anomalie distinte, tre interventi specifici, un potenziale di risparmio totale di 40.000 euro.

Analisi bollette 24 mesi: ricostruzione del profilo di consumo mensile gas ed elettricità. Identificazione delle anomalie nei mesi invernali (gas eccessivo rispetto ai gradi-giorno registrati dalla stazione meteo più vicina) e nella fascia oraria notturna (elettricità alta anche a struttura in quiete, con ospiti a letto dalle 22:00).

Sopralluogo impianti illuminazione: censimento di 340 corpi illuminanti T8, 180W equivalenti per unità. Calcolo delle ore di funzionamento per area: camere 16 ore al giorno, corridoi 20 ore, bagni 8 ore, sala mensa 14 ore. Stima risparmio con LED: 52% di consumo in meno a parità di luce erogata.

Verifica impianto termico: nessuna valvola termostatica nelle 60 camere. Il sistema di regolazione lavorava in modalità “tutto o niente”: o caldo pieno o niente. Stima di dispersione per surriscaldamento e compensazione con finestre aperte: 12-15% del consumo invernale.

La combinazione dei tre problemi generava una spesa superiore di circa 40.000 euro rispetto a una struttura analoga ma ben gestita a livello contrattuale ed impiantistico.

La soluzione: tre interventi, tre livelli di complessità.

infermiera in colloquio con ospiti RSA in sala comune con illuminazione LED moderna

L’intervento si è articolato in tre fasi parallele con complessità crescente: la rinegoziazione dei contratti (operazione puramente amministrativa, conclusa in tre settimane), l’installazione di valvole termostatiche nelle camere (due giorni di lavoro), e la sostituzione dell’illuminazione con LED (cantiere di quattro settimane eseguito in orari notturni per non disturbare gli ospiti).

Intervento 1: rinegoziazione contratti: costo zero.

Gas: nuovo contratto indicizzato PSV + 0,05 €/Smc con il Fornitore 2, selezionato tra sei preventivi. Prezzo medio stimato 2025-2026: 0,99 €/Smc contro l’1,44 €/Smc precedente. Risparmio annuo sulla materia prima: 21.600 euro.

Elettricità: da tariffa bioraria F1/F3 a contratto monorario PUN-indicizzato. La struttura consuma prevalentemente nelle fasce F2 e F3 (assistenza notturna, riscaldamento, illuminazione continua): il biorario penalizzava esattamente il profilo di consumo più tipico di una RSA. Risparmio stimato: 3.100 euro annui sulla componente energia.

Risparmio totale dalla rinegoziazione: 14.200 euro annui, disponibili dal primo mese, con investimento zero. Per approfondire la logica della scelta tra fisso e variabile: prezzo fisso o variabile: guida alla scelta per aziende.

Inwega non ha accordi con nessun fornitore: la scelta del Fornitore 2 si è basata esclusivamente sull’analisi delle offerte rispetto al profilo di consumo specifico della struttura.

Intervento 1b: ottimizzazione della struttura tariffaria: costo zero.

Oltre alla rinegoziazione del prezzo, abbiamo lavorato sulla struttura dell’offerta elettrica per adattarla al profilo di consumo reale della RSA.

Le strutture socio-sanitarie hanno un profilo energetico molto specifico: l’elettricità non si concentra nelle ore di punta (F1, lunedì-venerdì 8:00-19:00) ma si distribuisce uniformemente nelle 24 ore, con punte nelle fasce notturne e nei fine settimana per l’assistenza continuativa, il riscaldamento ausiliario e l’illuminazione dei corridoi. Un contratto biorario standard penalizza esattamente questo profilo, addebitando la fascia F1 al prezzo più alto anche nelle ore in cui il consumo è minimo.

La soluzione è stata strutturare un’offerta monoraria indicizzata al PUN con una componente di potenza ridotta, negoziata ad hoc tenendo conto del profilo orario reale della struttura. Il risultato: il costo medio per kWh si è abbassato del 14% rispetto al contratto precedente, non solo per effetto del mercato ma per la migliore corrispondenza tra struttura tariffaria e consumo effettivo.

Questo tipo di ottimizzazione tariffaria non è quasi mai proposta dai fornitori in modo spontaneo: richiede un’analisi del profilo orario di consumo (i dati del contatore di seconda generazione, disponibili dal distributore) e la capacità di confrontare strutture d’offerta diverse anziché solo prezzi al kWh. È uno dei contributi più concreti di un consulente indipendente che lavora nell’interesse esclusivo del cliente.

Intervento 2: valvole termostatiche nelle 60 camere: 3.800 euro.

340 valvole termostatiche elettroniche con programmazione oraria, una per radiatore in ogni camera. Abbassamento automatico in orari di quiete notturna (22:00-7:00) e nelle camere non occupate. Risparmio stimato sul gas: 8.000 euro annui, pari a una riduzione del consumo invernale del 10-12%.

Tempo di installazione: due giorni, camera per camera, in orario diurno senza interruzione del servizio. Il personale di assistenza è stato informato del funzionamento del sistema, in modo che gli ospiti potessero richiedere aggiustamenti in qualsiasi momento.

Intervento 3: sostituzione illuminazione LED: 22.000 euro lordi.

340 corpi illuminanti T8 sostituiti con equivalenti LED: da 180W a 80W per unità, con temperatura di colore 3.000-3.500K per le zone di degenza (luce calda, meno aggressiva per gli ospiti anziani) e 4.000K per le aree operative. Risparmio annuo sull’elettricità: 18.300 euro, riduzione del consumo di illuminazione del 52%.

Il cantiere è stato eseguito in quattro settimane, in turni notturni dalle 22:00 alle 6:00, stanza per stanza e area per area, per non interrompere la vita della struttura durante le ore diurne.

Conto Termico 3.0: i LED in strutture socio-sanitarie rientrano tra gli interventi incentivabili nella categoria “efficientamento dell’illuminazione”. Abbiamo supportato il cliente nell’avvio della pratica sul portale GSE: contributo atteso 5.500 euro, erogati in un’unica soluzione. Investimento netto finale: 16.500 euro. Approfondisci: Conto Termico 3.0: incentivi GSE per illuminazione e impianti.

I risultati dell’intervento di risparmio energetico sulla RSA: il confronto voce per voce.

A un anno dall’intervento la spesa energetica è passata da 118.000 a 78.000 euro: 40.000 euro in meno, pari al 34% della spesa precedente. Nessun servizio ridotto, nessun disagio per gli ospiti.

Voce di costo Prima (€/anno) Dopo (€/anno) Variazione
Gas: riscaldamento e ACS 62.400 43.700 -18.700
Gas: cucina industriale 14.300 12.900 -1.400
Totale gas (IVA inclusa) 76.700 56.600 -20.100
Elettricità: illuminazione 15.680 7.540 -8.140
Elettricità: lavanderia 9.090 9.090 invariato
Elettricità: cucina e frigoriferi 7.430 6.900 -530
Elettricità: ascensori e impianti 9.100 8.870 -230
Totale elettricità (IVA inclusa) 41.300 32.400 -8.900
TOTALE ANNUO 118.000 € 78.000 € -40.000 € (-34%)

Riepilogo investimenti e rientro:

Valvole termostatiche (60 camere) 3.800 €
Illuminazione LED (340 corpi) 22.000 €
Contributo Conto Termico 3.0 (atteso) -5.500 €
Investimento netto totale 20.300 €
Risparmio annuo 40.000 €
Tempo di rientro 6,1 mesi

Il beneficio che non appare in bolletta.

I 40.000 euro annui sono misurabili. Ma ci sono risultati che non compaiono in nessuna riga di costo e che per chi gestisce una struttura di cura contano quanto i numeri.

La termoregolazione ha migliorato il comfort nelle camere: le finestre restano chiuse anche nelle giornate soleggiate, la temperatura è più uniforme tra le stanze, le richieste di aggiustamento da parte degli ospiti si sono ridotte significativamente nelle prime settimane.

L’illuminazione LED ha ridotto la temperatura superficiale dei corpi illuminanti nelle camere. I tubi fluorescenti T8 irradiano calore oltre alla luce, un elemento spesso trascurato ma rilevante per gli ospiti anziani più sensibili al calore radiante, soprattutto durante i mesi estivi.

Il risparmio contrattuale ha liberato 14.200 euro annui già dal primo mese, ben prima che i cantieri iniziassero: una parte di quella liquidità è stata usata per finanziare gli interventi successivi in modo autosostenibile, senza ricorrere a ulteriori risorse della struttura.

Il direttore amministrativo ha potuto presentare alla proprietà un conto economico migliorato senza tagli al personale o ai servizi. Nel settore RSA, dove i margini operativi sono sotto pressione costante e le convenzioni regionali vengono rinegoziare periodicamente, è un risultato raro.

Cosa può fare anche la tua struttura.

Il profilo energetico di una RSA è abbastanza uniforme: consumo continuo, intensità termica elevata, illuminazione per molte ore al giorno. Quasi tutte le strutture hanno margini di miglioramento analoghi a quelli di questo caso, soprattutto se i contratti non sono stati rinegoziati negli ultimi due anni.

Il check rapido: prendi le bollette degli ultimi 12 mesi e calcola il costo per ospite per anno dividendo la spesa totale per il numero di posti letto occupati. Se il risultato supera i 1.800-2.000 euro, c’è quasi certamente margine.

I segnali di anomalia contrattuale:

  • Prezzo gas fisso firmato nel 2022 o 2023, mai rinegoziato.
  • Contratto elettrico biorario in struttura con prevalenza di consumi notturni (assistenza, riscaldamento, illuminazione continua).
  • Potenza contrattuale superiore al picco reale registrato nelle bollette.

I segnali di anomalia impiantistica:

  • Illuminazione fluorescente T8 in qualsiasi area della struttura.
  • Assenza di valvole termostatiche nelle camere degli ospiti.
  • Caldaia senza sistema di regolazione a zone o per fasce orarie.

Per una guida completa sugli impianti e le strategie di efficientamento specifici per le strutture socio-sanitarie, leggi: RSA: impianti efficienti e risparmio energetico — la guida.

Gestisci una RSA o una struttura residenziale? Mandaci le ultime due bollette: calcoliamo in 48 ore se c’è margine di risparmio compatibile con la continuità del servizio.

In sintesi.

In una struttura che non può mai fermarsi, il risparmio energetico non passa per la riduzione dei consumi essenziali. Passa per l’efficienza degli impianti e la qualità dei contratti.

I 40.000 euro risparmiati ogni anno possono finanziare un posto letto in più, un turno infermieristico aggiuntivo, un intervento di manutenzione straordinaria. Risorse che nel settore RSA diventano sempre più preziose, con margini operativi sotto pressione e convenzioni regionali da rinnovare.

Per iniziare: analisi gratuita delle tariffe luce e gas.

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