Siamo al punto di svolta. Il 31 dicembre 2026 le aliquote più generose di Ecobonus e Bonus Ristrutturazione calano automaticamente: dal 50% al 36% per la prima casa. Chi ha lavori da fare ha pochi mesi per approfittare delle condizioni attuali.
Allo stesso tempo, circolano ipotesi su un possibile Ecobonus al 65% per il 2027 riservato agli interventi di efficienza energetica qualificati. Si tratta di una proposta in discussione, senza testo normativo depositato: nessun impegno ufficiale è stato ancora assunto dal Governo.
Questa guida mappa tutto: ciò che c’è ora, ciò che cambia il 1° gennaio 2027 e ciò che potrebbe arrivare con la prossima Legge di Bilancio. Per ogni incentivo trovi una sezione dedicata con i link agli approfondimenti Inwega.
Il panorama degli incentivi nel 2026: cosa c’è oggi.
Nel 2026 il sistema degli incentivi per l’efficienza energetica si è semplificato rispetto agli anni del Superbonus: restano strumenti più selettivi ma ancora significativi. I principali sono il Conto Termico 3.0 (contributo diretto, universale), l’Ecobonus e il Bonus Ristrutturazione (detrazioni IRPEF per privati), e il nuovo Iperammortamento che ha sostituito Transizione 5.0 per le imprese.
La distinzione fondamentale da tenere a mente: alcuni incentivi erogano denaro direttamente (Conto Termico: contributo cash entro 1-2 anni), altri funzionano come detrazioni fiscali pluriennali (Ecobonus, Bonus Ristrutturazione: recupero in 10 quote annuali nella dichiarazione dei redditi), altri ancora come agevolazioni fiscali in dichiarazione (Iperammortamento: riduce l’imponibile IRES/IRPEF negli anni di ammortamento, e include anche gli impianti fotovoltaici per autoconsumo). Chi ha poca capienza fiscale IRPEF (pensionati, lavoratori con redditi bassi, imprese in perdita) dovrebbe guardare al Conto Termico prima delle detrazioni.
Tabella comparativa incentivi 2026-2027.
| Incentivo | A chi | Valore 2026 | Valore 2027 | Scadenza / Note |
|---|---|---|---|---|
| Conto Termico 3.0 | Tutti | Fino al 65% cash | Confermato (strutturale) | Fino a esaurimento plafond GSE |
| Ecobonus / Bonus Ristrutturazione — prima casa | Privati, condomini | 50% det. IRPEF in 10 anni | 36% ⚠ SCENDE | 31/12/2026 al 50% — poi cala |
| Ecobonus / Bonus Ristrutturazione — altri immobili | Privati | 36% det. IRPEF in 10 anni | 30% ⚠ SCENDE | Confermato fino al 31/12/2027 |
| Iperammortamento (ex Transizione 5.0) — include fotovoltaico | Imprese con P.IVA | 180% magg. costo fino a 2,5 mln (include impianti FER per autoconsumo) | Confermato | Valido fino al 30/09/2028 |
| Fondo Nazionale Efficienza Energetica | PMI e grandi imprese | Finanziamento agevolato e garanzie (misura a sportello, verificare disponibilità) | Da verificare | In fase di revisione da parte del MASE — verificare su INVITALIA prima di procedere |
| Bonus Sociale luce e gas | Famiglie ISEE ≤ 9.796 € | Sconto automatico in bolletta | Confermato (strutturale) | Senza scadenza |
| IVA 10% energia | Uso domestico/condomini | Riduzione IVA al 10% | Confermato (strutturale) | Senza scadenza |
| Ecobonus 65% qualificato (ipotesi 2027) | Privati (es. infissi, pompe di calore, cappotto) | — | Fino al 65% se confermato | ⚠ ALL’ESAME — atteso con Legge Bilancio 2027 |
| Nuovo Conto Termico 2028 (ipotesi) | Privati e PA | — | Sostituirebbe Ecobonus dal 2028 | ⚠ IPOTETICO — non ancora in discussione formale |
⚠ Nota: le ultime due righe indicano misure non ancora in vigore, attualmente all’esame del Governo in vista della Legge di Bilancio 2027 (attesa in Parlamento entro ottobre 2026). I contenuti potrebbero cambiare in modo significativo.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2027: le scadenze da non perdere.
Dal 1° gennaio 2027 le aliquote di Ecobonus e Bonus Ristrutturazione calano automaticamente: dal 50% al 36% per la prima casa, dal 36% al 30% per gli altri immobili.
Bonus Ristrutturazione prima casa: oggi 50%, dal 01/01/2027 scende al 36%. Su un intervento da 30.000 €: oggi recuperi 15.000 €, dal 2027 ne recuperi 10.800 €. La differenza è 4.200 € in meno su un investimento tipico di efficientamento già pianificato.
Ecobonus prima casa: stessa dinamica. 50% nel 2026, 36% nel 2027. Scadenza tassativa al 31/12/2026 per le aliquote attuali. Il tetto di spesa di 96.000 € per unità immobiliare rimane invariato nel 2027.
Ecobonus e Bonus Ristrutturazione altri immobili: 36% nel 2026, 30% nel 2027. La riduzione è confermata per legge.
Chi rischia di perdere il 50%: chi ha lavori approvati ma non ancora iniziati, chi sta aspettando preventivi, chi ci pensa da un po’. Il tempo sta per scadere e la finestra non si riaprirà automaticamente nel 2027 alle stesse condizioni.
Per orientarsi sugli interventi più convenienti da chiudere entro l’anno: bonus caldaie 2026: tutto quello che devi sapere e pompa di calore: incentivi e risparmio nel 2026.
Le ipotesi per il 2027: cosa potrebbe cambiare con la Legge di Bilancio.
Il Governo sta valutando di introdurre con la Legge di Bilancio 2027 un Ecobonus al 65% riservato agli interventi di efficienza energetica qualificati: pompe di calore, infissi, isolamento termico, schermature. L’idea è distinguere i lavori “verdi” dalla ristrutturazione ordinaria, premiando con aliquote più alte chi migliora davvero i consumi energetici. Non è ancora confermato.
La proposta (non ancora depositata in testo normativo): Ecobonus 65% per interventi specifici di efficienza energetica (infissi, pompe di calore, cappotto, schermature), a differenza dell’attuale sistema che applica aliquote uniformi a lavori molto diversi tra loro. Nessun impegno ufficiale è stato ancora assunto (fonte: BuildNews, 14/09/2026).
Le risorse: il Governo ha identificato circa 14 miliardi di euro di flessibilità di bilancio collegata agli interventi per la transizione energetica, ma non è detto che vadano tutti all’Ecobonus.
L’ipotesi Conto Termico 2028: circolano ipotesi di un meccanismo che assorba l’Ecobonus dal 2028, estendendo il contributo diretto anche a cappotto e infissi (oggi non coperti). Ancora ipotetico, non in discussione formale.
Timeline: la Legge di Bilancio 2027 sarà presentata in Parlamento entro ottobre 2026. Aggiorneremo questa pagina non appena il testo sarà disponibile.
Cosa fare nell’incertezza: chi ha interventi urgenti non dovrebbe aspettare le novità del 2027. Il 31/12/2026 è una scadenza certa; l’Ecobonus 65% è ancora un’ipotesi. Aspettare un beneficio incerto per perdere un vantaggio certo raramente conviene.
Conto Termico 3.0: il contributo che non richiede capienza fiscale.

Il Conto Termico 3.0 è l’unico incentivo che eroga denaro direttamente sul conto corrente, senza aspettare la dichiarazione dei redditi. Copre fino al 65% delle spese per interventi termici qualificati ed è accessibile a privati, imprese, condomini e PA. Per chi ha poca capienza IRPEF è spesso la scelta più conveniente (fonte: D.M. MASE 7 agosto 2025, G.U. n. 224 del 26/09/2025, in vigore dal 25/12/2025).
Come funziona: installazione con installatore certificato FER → domanda sul PortalTermico del GSE entro 90 giorni dalla fine lavori → accredito del contributo in un’unica soluzione se l’importo non supera 15.000 € (la maggior parte degli interventi domestici), in rate annuali oltre quella soglia.
Interventi coperti: sostituzione impianti termici con pompe di calore (anche sistemi bivalenti e pompe “add-on”), sistemi ibridi, caldaie a biomassa, building automation, solare termico, sistemi di contabilizzazione del calore. In specifiche condizioni, anche fotovoltaico abbinato.
Plafond 2026: dotazione annua di 900 milioni di euro totali, di cui 450 milioni destinati a privati e imprese. A giugno 2026 i fondi risultano ancora disponibili. Verificare la disponibilità residua su GSE prima di pianificare l’intervento: il plafond si esaurisce a domande accolte, non a data fissa.
Non cumulabile con: Ecobonus o Bonus Ristrutturazione sullo stesso intervento.
Approfondisci: Conto Termico 3.0: guida completa agli incentivi GSE
Iperammortamento 2026: il nuovo strumento per le imprese (ex Transizione 5.0).
Dal 1° gennaio 2026 il credito d’imposta Transizione 5.0 è stato sostituito dall’Iperammortamento: una maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali del 180% (fino a 2,5 milioni di euro), deducibile in dichiarazione dei redditi. Non è più un credito F24: funziona diversamente e va capito bene prima di pianificare gli investimenti (fonte: Legge di Bilancio 2026, L. 30/12/2025 n. 199, art. 1 commi 427-436).
Come funziona: invece di un credito d’imposta diretto, il costo del bene viene “maggiorato” ai fini fiscali. Su un bene da 100.000 €, il costo fiscale diventa 280.000 €. Le quote di ammortamento vengono calcolate su questo valore maggiorato, riducendo l’imponibile IRES/IRPEF nel tempo.
Differenza rispetto a Transizione 5.0: il vecchio credito d’imposta era immediato (compensazione F24). L’Iperammortamento agisce sulle quote di ammortamento: il beneficio si distribuisce negli anni di vita utile del bene. Per le aziende con utili significativi è comunque vantaggioso.
Aliquote: 180% fino a 2,5 mln € | 100% da 2,5 a 10 mln € | 50% da 10 a 20 mln € (fonte: L. 199/2025, art. 1 comma 427).
Valido fino al: 30 settembre 2028.
Non cumulabile con: Maxi-Deduzione fotovoltaico sullo stesso bene. Scegliere l’incentivo più conveniente in base alla situazione fiscale aziendale specifica.
Approfondisci: Transizione 5.0 e Iperammortamento: incentivi per le imprese
Iperammortamento e fotovoltaico: la cosiddetta “Maxi-Deduzione”.
Il fotovoltaico aziendale rientra nell’Iperammortamento 2026, non è un incentivo separato. La L. 199/2025 (art. 1, comma 429) estende esplicitamente la maggiorazione agli investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, inclusi i sistemi di accumulo abbinati. In comunicazione commerciale si usa spesso il termine “Maxi-Deduzione al 180%” per il fotovoltaico, ma si tratta dello stesso meccanismo dell’Iperammortamento, non di un incentivo distinto.
Esempio pratico: impresa IRES 24%, impianto fotovoltaico da 100.000 €. Costo fiscale maggiorato: 280.000 €. Risparmio fiscale complessivo sull’ammortamento: circa 43.200 € (280.000 × 24% − 100.000 × 24%).
Approfondisci: fotovoltaico: costi e incentivi 2026
Bonus Sociale: lo sconto automatico in bolletta.
Il Bonus Sociale è il contributo automatico in bolletta per famiglie con ISEE ≤ 9.796 € (o 20.000 € con almeno 4 figli a carico), soglia aggiornata da ARERA dal 1° gennaio 2026, in aumento rispetto ai 9.530 € del 2025 (fonte: ARERA, delibera gennaio 2026). Non richiede domanda: basta presentare la DSU al CAF con ISEE in corso di validità.
È uno degli incentivi energetici con più beneficiari potenziali e uno dei meno conosciuti. Il valore dello sconto varia per composizione familiare, zona climatica e uso del gas (solo cottura, acqua calda, riscaldamento): gli importi vengono aggiornati trimestralmente da ARERA. È una misura strutturale, senza scadenza programmata.
Un errore frequente: se il contratto dell’energia è intestato a un familiare che non fa più parte del nucleo, l’incrocio dei dati INPS-ARERA non va a buon fine e il bonus non scatta. Sistemare l’intestazione è il primo passo.
Approfondisci: Bonus bollette 2026: Bonus Sociale e agevolazioni
Fondo Nazionale Efficienza Energetica: il finanziamento agevolato per le imprese.
Il Fondo Nazionale Efficienza Energetica (FNEE), gestito da Invitalia per conto del MASE, è una misura a sportello che eroga finanziamenti agevolati e garanzie su operazioni di finanziamento per interventi di efficienza energetica nelle imprese e nella PA. A maggio 2026 il MASE ha insediato un gruppo di lavoro dedicato alla revisione del Fondo (fonte: QualEnergia, maggio 2026): la situazione operativa è in evoluzione. Prima di pianificare un accesso, verificare lo stato dello sportello direttamente su INVITALIA.
Approfondisci: Fondo Nazionale Efficienza Energetica
Come scegliere l’incentivo giusto: guida alla decisione.
La scelta dipende da tre variabili: chi sei (privato, impresa, condominio), che intervento fai (termico, fotovoltaico, efficientamento industriale) e come vuoi il beneficio (cash immediato, detrazione pluriennale, risparmio fiscale in dichiarazione). C’è anche una quarta variabile che nel 2026 conta più del solito: la fretta, infatti il 31 dicembre 2026 le aliquote calano.
Privato con prima casa e lavori da fare entro il 2026: ecobonus/Bonus Ristrutturazione al 50% è l’ultima chance alle aliquote attuali. Dal 2027 scende al 36%, la differenza su un intervento medio vale migliaia di euro.
Privato con poca capienza IRPEF (pensionato, lavoratore con reddito basso): conto Termico 3.0 incassa cash entro 1-2 anni invece di aspettare 10 anni di dichiarazioni. Non cumulabile con Ecobonus sullo stesso intervento: scegliere il più conveniente.
Impresa che investe in beni strumentali: Iperammortamento 180%, valido fino al 30/09/2028, nessuna urgenza immediata, ma pianificare con anticipo i DM attuativi e le comunicazioni preventive richieste.
Impresa che installa fotovoltaico: iperammortamento 180%, il fotovoltaico per autoconsumo rientra nella stessa misura (art. 1, comma 429, L. 199/2025), comunemente chiamato “Maxi-Deduzione”. Verificare con il proprio fiscalista l’impatto effettivo in base alla situazione IRES/IRPEF.
Condominio: conto Termico 3.0 per interventi termici (pompe di calore, building automation, solare termico). Bonus Ristrutturazione per lavori sulle parti comuni con ripartizione del beneficio per millesimi tra i condòmini.
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FAQ
Posso ancora usare Transizione 5.0? No. Dal 1° gennaio 2026 è stato sostituito dall’Iperammortamento (Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025). I crediti già maturati con Transizione 5.0 sulle comunicazioni 2025 possono ancora essere utilizzati nella compensazione F24, ma non si fanno nuovi accessi all’incentivo.
Il 50% di Ecobonus scade davvero il 31/12/2026? Sì, per la prima casa. Dal 1° gennaio 2027 scende al 36%, salvo modifiche con la Legge di Bilancio 2027. L’Ecobonus al 65% ipotizzato per il 2027 non è ancora confermato: al momento è una proposta all’esame del Governo.
Conto Termico e Bonus Ristrutturazione si cumulano? No, non sullo stesso intervento. Puoi scegliere uno dei due. La regola pratica: scegli il Conto Termico se hai poca capienza IRPEF o vuoi liquidità rapida; scegli il Bonus Ristrutturazione se recuperi bene la detrazione nel tempo e l’importo dell’intervento è elevato.
Cos’è l’Ecobonus al 65% per il 2027 di cui si parla? È un’ipotesi allo studio del Governo, non ancora confermata (fonte: BuildNews, 14/09/2026; Sky TG24, 31/08/2026). L’idea è premiare con aliquote più alte gli interventi di efficienza energetica qualificati (pompe di calore, infissi, isolamento), distinguendoli dalla ristrutturazione ordinaria. La Legge di Bilancio 2027 sarà disponibile entro ottobre 2026.
In sintesi
Il 2026 è l’anno della transizione. Le aliquote attuali sono ancora le più generose disponibili ma non dureranno. Chi ha lavori pianificati ha interesse a chiuderli entro il 31 dicembre 2026 per non perdere il 50% di detrazione. Chi aspetta il 2027 potrebbe trovare un Ecobonus al 65% solo per interventi specifici, se e quando confermato.
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